martedì 8 ottobre 2013

Oscar e la storia di Milù (terza parte)

-Mami, sono rimasto molto turbato dalla storia di Milù…-
Ma pisitino non finisce mica così! Adesso ti racconto il seguito.
- Va bene mami…ma dov’è Milù??-
Nella sua cesta in salone!!
Dunque passarono circa 10 giorni fatti di ricerche ininterrotte e tante lacrime. Poi mia madrina mi suggerì di mettere un annuncio sull’Unione Sarda nella sezione domenicale dedicata agli animali scomparsi. Così spedii una mail e feci pubblicare l’annuncio. La domenica successiva uscì nel giornale ma non ricevetti alcuna telefonata. Mi accorsi che non avevano messo la foto. Sì, certo, era una gattina tutta nera di 3 mesi, però aveva gli occhi di un rosso arancio caratteristico e magari quel particolare poteva aiutare.
- E profumava di biscotto mami! L’avevi scritto?-
Mmh no…comunque…
Così decisi di riscrivere al giornale per chiedere se potessero pubblicarlo una seconda volta con la foto. La dott.ssa G. che si occupava degli annunci mi disse che venivano scritti solo una volta per dare la possibilità a tutti di pubblicare il proprio, ma che avrebbe visto se poteva farlo. E poi solitamente pubblicano la foto di un solo annuncio, scelto proprio perché la foto possa essere determinante nella ricerca dell’animale smarrito. Mi lasciò in forse.
Ogni volta che tornavo a casa guardavo l’asfalto per strada nel caso in cui fosse stata investita. Ogni giorno trovavo un corpicino per terra e il cuore mi batteva forte pensando fosse lei. Tutti i miei amici mi dicevano che ormai doveva essere morta, ma non riuscivo a darmi pace. Qualcuno doveva averla presa. Doveva averla vista!
Vedi pisittino in quel periodo avevo inoltrato le pratiche per chiedere il trasferimento dal luogo in cui avevo lavorato per oltre 10 anni e nonostante quella fosse una cosa che mi stressava parecchio ogni briciolo di energia era rivolto alla ricerca di Milù.
Non si può certo dire che io sia una praticante, ma pregai tantissimo in quei giorni. Era la gatta nera che avevo tanto desiderato, era la mia piccola micina, l’avevo vista nascere, era così dolce anche se birichina!
Sai pisittino adesso ti racconto una cosa ma spero che chi “ascolta” questa storia riesca a cogliere il senso di trascendenza indipendentemente dal credo o non credo religioso, senza pregiudizio alcuno.
- Va bene mami, ti ascolto senza pregiudizio…-
Ma non tu amore…
- Mami ma non ci ascolta nessun’altro!-
…Va bè…In quel periodo avevo particolare bisogno di raccogliermi in preghiera. Così andavo spesso nella Chiesa di Sant’Antonio dove c’era un parroco fantastico, una di quelle persone carismatiche, colte e molto aperte; una persona che quando faceva le prediche innanzitutto contestualizzava la lettura dal punto di vista storico e geografico e poi andava sempre oltre il senso letterale, andava al significato trascendente. Non era insomma uno di quei preti ottusi che si limitano a parafrasare in modo bigotto i testi…quelli che mi fanno scappare dalla chiesa con un senso di soffocamento e nausea. Avevo bisogno di raccogliere il mio dolore e lo potevo fare solo nel rapporto con un “trascendente”. Era la domenica della festa di Santa Lucia e in Chiesa era esposta la sua statua. Ero là per fare la mia ultima preghiera. L’ultima, dopo di che mi sarei rassegnata. Capitò una cosa strana pisittino.
- Sì mami ti ascolto senza pregiudizio…-
Durante il Padre Nostro guardai la statua. Sai pisitino, le statue sono fatte apposta perché la direzione dello sguardo sia sempre rivolta verso chi le guarda ovunque ti posizioni, per far sembrare che guardino sempre te. Ma ebbi la sensazione che per ben due volte il suo sguardo si illuminasse. Lo sentii dentro di me, come un fuoco. Fu una sensazione strana che non riesco a descrivere a parole. Poi andai via, mi fermai nella cappella della Madonna di Lourdes e feci una riflessione.
Io credo che l’amore per gli animali non sia secondario all’amore per gli esseri umani e che questo non sia prioritario all’amore per la natura intera. Siamo un tutt’uno, anzi siamo i figli della Natura. Non sono d’accordo con chi dice che ti “attacchi” agli animali perché non hai figli, come se l’animale fosse una compensazione della mancata maternità. È un modo alquanto riduttivo e parziale di considerare l’animale, direi. E onestamente anche di considerare i figli! Per non parlare della maternità! Noi donne sappiamo essere madri sotto molteplici punti di vista e a più livelli (direi lo stesso per i padri, ma forse in modo un pochino meno “innato”…forse). Quindi non mi sentivo in colpa per pregare per il ritrovamento di Milù. Ma pensai che tutta la mia sofferenza, se proprio doveva sfociare verso una rassegnazione, almeno che servisse a qualche mamma che in quel momento stava perdendo il proprio bambino e provava un’angoscia simile alla mia perché Dio le facesse la grazia, almeno a lei, di restituirle il figlio.
E me ne andai. Con un senso di serena rassegnazione.
…………

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