Certo pisitino…
- Mami, stai tranquilla, Milù è sul muretto della veranda!-
La vedo Oscar…Dunque dove eravamo rimasti?
Rientravo a casa quella domenica mattina. Superata la curva di Flumini Country Town vidi per terra il corpicino di un micio investito. Rallentai! Tornai indietro, feci tutto il giro per rivederlo meglio. Era grigio, ma in quei giorni aveva piovuto e quindi non si capiva quanto quello fosse il colore del suo pelo e quanto dello sporco. Mi lasciai quell’immagine alle spalle. Andai al bar a fare colazione, comprai il giornale e tornai a casa. Mi arrivò una prima telefonata: “Buongiorno, sto chiamando per l’annuncio della gattina…!”
L’annuncio!!! Me l’ero dimenticato!! Aprii il giornale e vidi la foto della mia piccola Milù!! La dott.ssa G. l’aveva pubblicato modificando un pochino il testo, forse in modo da farlo apparire come nuovo. Poi arrivò una seconda telefonata. Presi il trasportino e mi precipitai a Pitz’e Serra Town, da dove era arrivata la prima telefonata. Ma ahimè, si trattava di un micio maschio e per di più con una macchietta bianca sotto il collo. Eppure nell’annuncio ero stata chiara! E con la foto poi non ci si poteva sbagliare! Alla coppia che me l’aveva segnalato dissi che se non avessi trovato la mia Milù magari l’avrei preso…e comunque li avrei aiutati a trovare qualcuno che lo adottasse. Poi sempre con quel senso di pace e rassegnazione andai a Quartu City e stavolta lasciai il trasportino in macchina.
Suonai al citofono…quel cognome…l’avevo già visto ma non ricordo dove…
Mi aprì una giovane signora che mi fece accomodare e chiamò sua figlia di circa 20 anni che teneva in braccio un micio tutto nero. Lo girò verso di me e…Oh mio Dio!!! E’ Milù!!! Milùùù, la mia Milù!!! La presi in braccio e lei iniziò a fare le fusa attaccata al mio collo. La signora con gli occhi velati di lacrime disse: “Guarda come fa con lei…!” …Piansi anche io di gioia.
Erano passate 3 lunghissime settimane e io tenevo in braccio la mia piccola Milù! La odorai, non era più così forte il suo inconfondibile odore di biscotto ed era piena di pulci. Aveva perfino il pelo rado in pancia a furia di leccarsi per il prurito. Ma aveva sempre la sua vocina. Gli occhi di quell’inconfondibile colore…lei!
La signora mi disse che affianco a casa loro abitava una famiglia che aveva la villetta a Capitan’s Valley e secondo la sua ricostruzione i bambini l’avevano presa mentre erano là col papà e poi una volta tornati a casa dalla loro madre questa non volendola tenere in casa aveva visto bene di buttarla in strada. La signora si è accorta di questa gattina sabato notte e quella domenica mattina l’aveva riconosciuta nella foto del giornale; così aveva aperto la porta e lei era ancora lì dove l’aveva vista la sera prima, l’aveva portata dentro casa per poi chiamarmi. Mi disse poi che col loro gatto non andava molto d’accordo.
Con la lucidità che mi tornò pian piano…ricordai che quel cognome l’avevo visto in una delle cassette delle lettere di Capitan’s Valley e pensai che forse fosse stata la figlia col suo fidanzatino ad averla presa e che sia stato solo il mio appello disperato scritto nel volantino imbucato nella cassetta delle lettere e successivamente nel giornale a scuotere le loro coscienze. Ma non m’importa dove sia la verità, l’importante è che abbiano pensato di ridarmi la mia piccola Milù. E a Pasqua feci recapitare un mazzo di fiori con un biglietto di ringraziamento per aver restituito la piccola Milù alla sua famiglia, così come scrissi alla dott.ssa G per dirle quanto la sua trasgressione alle regole fosse stata determinante.
Corsi in macchina a prendere il trasportino e la riportai a casa. Mi restò incollata addosso tutto il tempo. L’indomani si muoveva con disinvoltura come se non fosse passata più di un’ora dalla sua scomparsa. La sicurezza con la quale andò dritta giù per le scale a usare la lettiera del sottoscala o si mise sulla sua solita cuccia…mi fece proprio realizzare che la mia Milù era tornata a casa!
Certo l’incontro con la mamma me lo aspettavo un po’ più disneyano mentre Ester la trattò come una estranea soffiando di continuo.
- Vedi mami che è proprio una puzzona leopardata!-
Mi arrivarono altre segnalazioni ma non andai mai a verificare. Era la seconda quella decisiva, come due erano stati i fuochi partiti dallo sguardo della Statua che mi avevano trafitto il petto.
Da allora tutti siete stati muniti di collarino con indirizzo e numero di telefono che è obbligatorio indossare ogni volta che uscite in giardino. Milù, Monsieur ed Ester l’hanno capito e rizzano la testa pronti ad indossarlo…Tu e Thomas invece…
- A me non piace mami…mi prude il collo. E poi è verde!!Io lo volevo blu come quello di Thomas!-
Pisittino, se ti metto quello blu fai le stesse storie!
- Sì mami perché tu mi metti quella cosa puzzolenti che mi irrita il collo!-
La pipetta contro le pulci è necessaria, Oscar!
- Mami…ma Milù ne ha combinate tante altre vero?-
Eeeh già…ahimè! Infatti ogni volta che Milù esce in giardino resto a sorvegliarla e nel suo collarino c’è una campanellina per poterla localizzare ad ogni suo spostamento.
- Ma mami tu ti sei disperata anche quando era in casa…-
Sì, gioca sempre a nascondino e io rivivo ogni volta l’incubo del rapimento!
- Che ridere mami una volta hai fatto salire sul tetto il vicino…e quella volta del materasso? Che ridere mami, un giorno me lo racconti?-
Va bene pisittino…
- Mami io non voglio essere rapito…voglio stare qui con te per sempre…Se si avvicina qualcuno gli soffio forte forte. Poi gli do una zampata in testa e …-
Scappi sotto il tavolo!!
- Sì mami…così non mi faccio trovare!-
E certo!
- Mami!! Dov’è Milù???-
Oscar, è sempre sul muretto della veranda!!! Non farmi venire l’ansia!!
- No, mami, vado a fare un po’ di spruzzini therapy calmanti mami…-

Nessun commento:
Posta un commento