martedì 8 ottobre 2013

Oscar e la storia di Milù (seconda parte).

- Mami, continui a raccontarmi la storia del rapimento di Milù?-
Va bene, ma questa è la parte più brutta. Sei sicuro di volerla sentire?
- Mami io sono forte!...Guarda i miei muscoli!!-
Va bene..Eravamo rimasti al giorno in cui è nata. Bè diciamo che crebbe bene grazie alle cure amorevoli di Ester. Quando aveva iniziato a sgambettare era solita arrampicarsi sulle mie gambe conficcando le unghiette nei miei jeans. Voi la seguivate incuriositi e ogni tanto le davate qualche zampata.
- Mami era per giocare a chi è il capo!-
Certo...
Un giorno seguì la mia amica che non si accorse di averla dietro e Milù cadde dalle scale esterne, nel punto più alto. La sentii miagolare. Corsi a prenderla con Ester che miagolava preoccupata. Le uscì un pochino di sangue dal naso ma per fortuna solo per la rottura di un capillare. Da allora misi una rete di protezione in quelle scale e la tenni in casa insieme a Ester. Diedi loro a disposizione la mansarda. Allora però non c'era il cancelletto che ne impedisce l'accesso dalle scale come ora. C'era solo la porticina interna che divide la mansarda in una veranda chiusa e un stanza accessibile dalle scale. Le sistemai là dentro. Quindi tu sentendo l'odore di Ester non facevi altro che entrare nella parte aperta della mansarda e spruzzare plin plin ovunque!
- Perché sentivo la puzza di femmina leopardata puzzona!-
Perfino sul ritratto a matita di mia madre!!
- Che ridere mami!-
La routine consisteva nel farle uscire alle 7 quando andavo al lavoro. Poi al rientro, intorno alle 15 le facevo subito rientrare e Ester stava tranquilla e beata in mansarda, mentre Milù la tenevo con voi in salone per la maggior parte del tempo. Poi la notte potevano dormire insieme in mansarda. Diventaste molto amici e quando la riportavo in mansarda tu ti disperavi miagolando di nostalgia.
- Mami lei non puzzava di gatta leopardata!-
In effetti sapeva di biscotto!
Era la fine di novembre 2008 e faceva particolarmente freddo. Quella mattina Milù non voleva proprio uscire. Avrei potuto tenerla dentro ma insistetti, non so neanche io perché.
Al mio rientro, alle tre del pomeriggio, mi venne incontro Ester come sempre...ma non Milù. La chiamai, la cercai...ma ad ogni richiamo miagolava Ester. Pensa che tutt’ora se chiamo Milù con preoccupazione mi risponde Ester! Comunque, di Milù nessuna traccia. Mi montò l'angoscia. Cercai di capire dai movimenti di Ester dove potesse essere ma lei sembrava più spaesata di me! Si girava intorno senza andare da nessuna parte in particolare.
- Perché è proprio puzzona mami!-
Oscar...
Andai in giro a piedi, in macchina. Fermai i vicini. Ma sembrava sparita nel nulla. Calò la notte e mi misi in mansarda a fissare fuori dalla finestra insieme a Ester in attesa di sentire anche un minimo segno del ritorno di Miù. Ma nulla.
Piansi molto quella notte.
-Mami ma io ti stavo appiccicato e col muso spingevo verso le tue guance umide…eri proprio triste-
L'indomani non andai al lavoro per cercarla e iniziò a piovere. Girai in lungo e in largo la zona. Perlustrai il giardino anche con l'idea di trovare il suo corpicino esanime.
- Mami che orrore!-
Formulai alcune ipotesi. Poteva essere stata uccisa da alcuni cani randagi che giravano in quel periodo. Poteva essere stata investita o avvelenata. Poteva essersi allontanata ed essersi persa. Potevano averla presa.
Se fosse stata uccisa in qualche modo in zona avrei trovato ciò che ne restava...
- Maaami!!! Che cosa orribile!!-
Se si fosse persa avrei sentito il miagolio in zona: prima o poi le sarebbe venuta fame. Ma pensavo che Ester non l'avrebbe lasciata allontanare troppo. Restava comunque valida come possibilità insieme a quella che qualcuno l'avesse presa.
Misi il suo cibo preferito vicino al mio giardino e a quello di mia zia (i nostri giardino sono comunicanti nell’angolo posteriore), poi sparsi un po’ della sua lettiera intorno alle due case per farle sentire il suo odore se fosse stata nascosta nei paraggi. Misi in un trolley-trasportino Ester e me la portai in giro in spalla con l’idea che avrebbe avvertito la presenza della figlioletta, ma nulla. Andai di casa in casa a chiedere ma nessuno l’aveva vista. Qualcuno gentile mi disse che avrebbe fatto attenzione se l’avesse vista durante le quotidiane passeggiate col cane. Una signora invece mi disse che di sicuro da lei non era passata e comunque l’avrebbe di certo mandata via odiando i gatti.
- Mami…ci odia? Io non ho fatto plin plin da lei te lo giuro mami!-
Lo so, pisitino, ma ci sono persone che odiano senza motivo…E poi un po’ di pin plin non ha mai fatto male a nessuno!
- E’ vero mami, te ne faccio un pochino dopo?-
Mmh...no amore, grazie.
Insomma, pubblicai su internet l’annuncio della sua scomparsa e mi diedero molti consigli utili. Per esempio misi nei cancelli mio e di mia zia un annuncio con foto. Ma mi venne un’idea: scrissi dei volantini con la sua foto e stampai un centinaio di copie. Poi con l’aiuto dello zio Beppi imbucai i volantini in ognuna delle cassette delle lettere di Capitan’s Valley e visto che i giorni passavano estesi le ricerche anche nel raggio di 3 km.
- Mami…mi sto rattristando molto…-
Lo so pisittino. Anche a me rattrista ricordare quel periodo. Ma tu non eri quello coi muscoli?
- Sì mami, però… mi è venuto sonno… Aspetta mami, vado a leccare Milù. Mami, dov’è Milù???-
Oscar, è sempre ai piedi del mio letto, dove vuoi che sia??!
- Ah certo mami…io…la lecco un pochino mami…-
SBEEENG! (pappina di Milù, Sbertida)
- Mami… Milù mi ha dato una carezza…-
Veramente non mi sembrava proprio un gesto amorevole, pisittino!
- Mmh...mami…ho caldo mami, mi sa che resto ai piedi del letto stanotte…ti dispiace mami?-
No pisitino…stai vicino a Milù…

Nessun commento:

Posta un commento